L'AMOROSA

Il 3 aprile 1873 l’intera fattoria fu venduta per la considerevole somma di 522.000 lire a Fiorella Favard alla cui famiglia e discendenti appartiene tuttora.
Con l’erezione della Prioria dell’Amorosa, voluta da Pietro Pannilini, iniziò a formarsi una vera e propria comunità che andò via via aumentando di importanza. Nella prima metà del Novecento la comunità parrocchiale dell’Amorosa era la più popolosa, tra quelle extraurbane, di tutta la Valdichiana, arrivando a contare oltre 250 persone. La fattoria, assunto ormai il carattere di borgo, comprendeva anche una scuola elementare ed era un punto di incontro ed aggregazione con feste religiose e civili che interessavano non solo gli appartenenti alle proprietà dell’Amorosa, ma anche quelli confinanti.
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Il 14 ottobre 1932 la Fattoria dell’Amorosa ricevette la visita del Sottosegretario di Stato Arturo Marescalchi nell’ambito di un viaggio ufficiale nella Valdichiana senese, durante il quale visitò Sinalunga, La Fratta, L’Amorosa e Bettolle. Il resoconto della visita fu pubblicato in un libro, senza data, dal titolo "S. E. Arturo Marescalchi fra i rurali del Chianti e della Val di Chiana", edito a cura della Cattedra Ambulante di Agricoltura di Siena.
Con il fenomeno dello spopolamento delle campagne, avvenuto tra gli anni cinquanta-sessanta, anche per il piccolo borgo, al pari di molte altre comunità rurali, iniziò il progressivo ed inevitabile processo di decadenza. Negli ultimi anni, però, la felice intuizione di affiancare all’attività agricola quella turistica ha fatto sì che un luogo così ricco di cultura, di memorie, di tangibili segni del tempo, potesse essere recuperato e salvaguardato con sapiente attenzione e cura dei più piccoli particolari. Un esempio di come si può tutelare ed al contempo valorizzare il patrimonio architettonico di un territorio conservandone le caratteristiche peculiari e permettere così di far rivivere ed "abitare la storia".
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