L'AMOROSA

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Un articolarsi e distendersi dei volumi caratterizza gli edifici che si sono aggiunti nel trascorrere dei secoli. Le mutate condizioni di vita, più sicure, furono il punto di partenza per un nuovo modo di pensare l’architettura e lo spazio circostante con una sempre maggiore attenzione alle esigenze dell’attività agricola e della vita associativa. È sicuramente questo il periodo (1350 - 1400) in cui deve aver cominciato a prendere forma l’attuale schema planimetrico con edifici attestati intorno ad un cortile-piazza. Questa tipologia, che peraltro persisterà sino ai nostri giorni, è da mettere in rapporto anche con le necessità di difesa che erano sempre previste in edifici isolati.
Alla piazza, di forma rettangolare, si accede attraverso una grande porta archivoltata in mattoni e sormontata da una torretta con copertura a padiglione. Interessante notare come la volta sia divisa in due parti con raggiature diverse e separate da una profonda scanalatura che fa pensare a due fasi successive di costruzione; come se ad un primo corpo (quello esterno) ne fosse stato addossato un altro per rafforzarlo (quello interno) o viceversa. Appena entrati, il colpo d’occhio è stupefacente. A sinistra è la villa padronale (1750 circa) con bella scala, a forma di conchiglia in travertino bianco, che dà accesso ad una piccola loggia a tre archi con volte a crociera. Di fronte è la piccola chiesa – nata, forse, come ampliamento di una chiesetta duecentesca (") – con piccola gradonata in mattoni e travertino che, proseguendo il leggero pendio della piazza, pone in bella vista la facciata caratterizzata da due lesene d’angolo che sorreggono un timpano aggettante, poggiato su un architrave con triglifi scanalati alla maniera dei templi dorici. Tutto realizzato in mattoni a faccia vista che incorniciano l’intonaco di calce chiara dove al centro è il portale in cotto, con doppie lesene e piccoli capitelli ionici, sormontato da una finestra con cornice e cappello. Alla sinistra della chiesa è un edificio a due piani con portale ad arco policentrico e quattro finestre al piano primo con cornice in laterizio alla maniera cinquecentesca. Alla destra della chiesa la piazza continua a salire verso la parte più antica della fattoria dove alcuni edifici si susseguono come quinte teatrali e aprono a nuovi spazi e nuove prospettive.
A destra due edifici a squadra completano la piazza. Sono questi gli edifici più belli, sopra le cui coperture spunta un torrione in pietra, forse appartenente al vecchio impianto duecentesco, sulla cui facciata, verso la piazza, è adesso un orologio. I prospetti di questi due edifici si presentano più articolati degli altri, con la presenza di doppio loggiato dove archi policentrici si alternano a lesene e fanno sentire il riferimento agli schemi compositivi delle ville senesi rinascimentali.
I modelli dell’architettura cinquecentesca erano ancora presenti nel territorio senese del xviii secolo dove l’eco dell’architettura di Baldassarre Peruzzi doveva essere ancora, se pur debolmente, viva.
Lo stile, fissato dal geniale artista senese – classico nei suoi elementi e nella sua composizione – caratterizzato dall’uso sapiente del laterizio, sia nelle murature che nei dettagli tecnico-decorativi, sembra vivere in queste strutture dal grande aspetto plastico che nella loro semplicità riflettono la spazialità e la geometricità costanti nella tradizione architettonica toscana.
Al centro della piazza è un’aiuola triangolare con pozzo di mattoni che indica, idealmente, il centro di questo micro-cosmo dove si svolgeva, e si svolge, la vita della fattoria: il lavoro e la festa.
Vorrei chiudere questi pochi appunti sull’architettura della Fattoria dell’Amorosa ponendo l’accento sul fatto che la sapienza costruttiva che ci ha tramandato questi mirabili edifici, non ha mai disatteso il requisito fondamentale dell’architettura: comprendere la vocazione del luogo concretizzandola nelle costruzioni. Grazie all’intervento di artigiani specializzati, maestri muratori che, seguendo tradizionali tecniche costruttive, edificarono queste costruzioni; oggi noi possiamo godere di un magnifico esempio di architettura rurale dove ogni edificio, ogni muro, ogni elemento della costruzione sembra fondersi mirabilmente col paesaggio, sembrando ad esso connaturato.
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