| Note storiche sulla Valdichiana | Real Fattoria di Bettolle | Libretto colonico del 1904 |
note sulla Valdichiana : | GIULI | SANTI | BARGAGLI PETRUCCI |
Da: G. Losi "GUIDA DEL VIAGGIATORE - Nel proseguimento della Ftrada Ferrata da Siena a Sinalunga", Siena 1860
"Fra le due colline che lo fiancheggiano, vestite di molti e frondosi olivi, il paese di Sinalunga, cui fanno corona a breve distanza, Lucignano, Foiano, Bettolle, Torrita, Montepulciano e MonteFollonico. È posto nel 43° 13' Latitudine e nel 29° 23 Longitudine; con l'altitudine di metri 392,33 misurati al vertice del Campanile…
Poco dopo la stazione di Lucignano, traversiamo per la seconda volta il Torrente Foenna, le di cui acque, dopo essersi avvicinate alle colline della Castellina e di Bettolle, vano spagliando per seguitare la colmata nella bassa pianura, presso al canale maestro della Chiana. Breve ma oltremodo piacevole, è il tratto di strada che ci rimane da percorrere per giungere a Sinalunga.
Qui infatti comincia ad aprirsi quella estesa pianura della Val-di-Chiana, che fino al secolo XVI si mantenne malsana palude, dal Boccaccio chiamata "infame", e che l'arte idraulica ridusse allo stato di prosperità, in cui adesso la vediamo.
Sotto il Principato del Duca Alessandro dei Medici ebbe principio il lavoro di bonificamento in quella desolata Provincia. Ripreso da Cosimo I e continuato dai suoi successori, si trovarono nel 1823, dopo un corso di 272 anni, di già colmate miglia quadrate 36 e 3/4 di terreno e convertiti in ubertosi poderi quei bassi fondi, dove una volta si destava il malefico influsso di pestilenziali maresi.
Ai giorni nostri (intendesi il 1860), non più nel luglio e settembre si ascoltano prolungati lamenti nei ripieni spedali, ma invece l'aria risuona dai canti dell'allegro colono, che nell'abbondante raccolto trova un largo compenso alle fatiche della mietitura e della vendemmia. Ne s'incontrano "volti lividi e confusi, perché l'aere della Chiana non più gli nimica" (Fabio degli Umberti Dittamondo Libro III), ma le facce colorite e ridenti di quelle belle foresi, ove è tutt'ora dipinta la Maraviglia in loro destata dalle rapide corse dei nostri convogli.
E rapide si sono esse in quel bel tratto rettilineo, che si estende per la lunghezza di metri 4.082,2, dove vorremmo piuttosto che la locomotiva rallentasse la foga della carriera, per poter più a lungo goderci la varia scena di quei prospetti vaghi e inaspettati incontri dei luoghi e dei villaggi circonvicini, e spaziare a nostro bell'agio col guardo sulla vasta pianura che ci rimane a sinistra.
A destra apparisce il Paesello di Farnetella, antico Feudo, che passato dal dominio dei Conti della Scialenga sotto il Comune di Siena, fu per ordine di questo fatto demolire nel 1271, perché troppo spesso, per essere posto nella frontiera del Contado Senese, dava asilo ai Fuoriusciti di contrario partito.
Ne vien quindi dalla stessa parte Scrofiano, piccolo e povero paese ma che pure esso ha qualche cosa di buono da presentare in quell'avanzo di un trittico, con la Madonna ed il S. Bambino, che vedesi nella Sacrestia della Sua Collegiata. I due quadretti che ne facevano parte, uno con S. Giovanni e S. Biagio, l'altro con S. Cristina e S. Lorenzo…
Ma il prolungato fischio della locomotiva rimorchiante il nostro convoglio, accenna che siamo arrivati alla stazione di Sinalunga…" |