PROGETTO PER SPETTACOLO TEATRALE

CINQUE DONNE CON LO STESSO VESTITO


Regia di Eleonora Pippo


L’Autore: Alan Ball

Noto drammaturgo, autore cinematografico e televisivo, Alan Ball è conosciuto in Italia per il film American Beauty, di cui ha scritto la sceneggiatura vincitrice del premio Oscar, e per la fortunata serie TV Six Feet Under, della quale è stato ideatore e produttore.

Il Testo

Scritto nei primi anni Novanta, “Five women with the same dress” è stato messo in scena per la prima volta a New York il 13 Febbraio 1993, con la regia di Melia Bensussen, ottenendo un grande successo di pubblico e di critica. Il New York Post l’ha definito “…una commedia meravigliosamente divertente…”, mentre il Theatre Week ha scritto: “Ball ha i requisiti dello scrittore comico di talento per i dialoghi che sul palco si incendiano…”.

“Cinque donne con lo stesso vestito” ha debuttato in prima assoluta europea il 24 ottobre 2005 al Festival Internazionale di Drammaturgia Contemporanea Quartieri dell’Arte di Viterbo.

La Trama

A casa della sposa, a Knoxville (Tennessee), durante il pomposo ricevimento di matrimonio, cinque damigelle che indossano lo stesso abito si nascondono in una camera al piano di sopra, ognuna con il proprio motivo per disertare la festa. Sono Frances, una ragazza confortata solo dal suo rigido fondamentalismo religioso; Mindy, l’allegra lesbica del gruppo; Georgeanne, un cuore spezzato per il fallimento del suo matrimonio; Meredith, la sorella minore della sposa; e Trisha, il cui animo sentimentalmente disilluso e cinico verso l’amore viene messo a dura prova dall’incontro di Tripp, un affascinante bad-boy e usciere del ricevimento. Con il trascorrere del pomeriggio, queste cinque donne si confessano, litigano, piangono, scoprendo così di avere un legame comune in questa bizzarra, divertente, irriverente e commovente celebrazione dello spirito femminile.


Lo Spettacolo

La brillante struttura compositiva, l’intelligenza drammaturgica con cui è articolata nonché l’ironia, caratterizzano e riempiono di grottesca vivacità questa commedia fortemente americana.

Si è deciso, però di focalizzare l’attenzione sull’universalità dei meccanismi che regolano le relazioni tra le protagoniste: cinque donne, estremamente diverse tra loro, sono costrette ad indossare abiti identici per prendere parte al “teatrino” del matrimonio di un’amica nel ruolo di damigelle d’onore. Per scampare alla solitudine imposta da regole borghesemente esteriori prendono possesso di un luogo, la camera della sorella minore della sposa, e lo trasformano in una specie di rifugio, allo scopo di confrontarsi in maniera autentica alla ricerca della propria identità: quell’abito, uguale per tutte, non è altro che un’uniforme che tenta di negare la personalità di ognuna; la metafora intorno alla quale ruota l’intera messa in scena.
Si è voluto portare all’estremo questo concetto/condizione anche attraverso interventi diretti sul testo. I nomi propri di persone e luoghi sono stati eliminati: la commedia è astratta dal contesto americano e i personaggi si rivolgono l’uno all’altro senza chiamarsi per nome. Questa scelta, che non modifica sostanzialmente il testo e che si percepisce solamente quasi come una leggera distrazione dei personaggi, in realtà serve a definire ulteriormente la condizione di assurda omologazione in cui essi si trovano.

I Costumi

I cinque abiti hanno una linea semplice, con riferimento a quello stile anni cinquanta in cui la figura della donna, pur venendo messa in evidenza, era decisamente castigata. Al posto di crinoline voluminose però, un paniere sorregge le gonne delle damigelle e conferisce all’abito forma ottocentesca: non ritenendo possibile prescindere, nell’interpretazione del testo, dalla nostra origine italiana, anche tramite la citazione di messe in scena “classiche” di testi goldoniani post-riforma.

Questo rimando ha influenzato anche la scenografia poiché si è voluto “leggere” quella camera da letto (l’autore la descrive così: La stanza è stata decorata dalla madre di Meredith in un’eclettica e disordinata combinazione di Vittoriano leggero e contemporaneità, mescolando antiquariato e sontuosità, biancheria da letto dai colori intensi e carta da parati con scaffalature su misura bianco brillante e illuminazione moderna. Sul pavimento di legno c’è un tappeto persiano molto spesso. Abbondano i cuscini.) come il frutto di certi eccessi che la società americana moderna talvolta produce.

La Scenografia

Il colore unico della scenografia è il bianco. Compongono la camera: un letto a baldacchino, una toeletta, un separé, un telescopio attraverso il quale le damigelle spiano i festeggiamenti in corso; tutto morbidamente appoggiato su di un grande tappeto di chicchi di riso.

Il fumo, che sia di sigaretta o di spinello, e le bottiglie di superalcolici costituiscono parte integrante della scenografia. Fumo e alcol, sono elementi ricorrenti e caratterizzanti non solo in questa commedia, ma in tutta la produzione artistica americana: in questa messa in scena sono utilizzati come icone, riempiono progressivamente la camera e la invadono fino al punto di ostacolare la visibilità e quindi gli spostamenti dei personaggi nello spazio.

La musica, invece, proviene sia dall’esterno (il brusio e i suoni della festa) che dall’interno (i personaggi usano uno stereo portatile).

L’ Associazione

L’associazione CALIBRO2 è nata nel 2005, dall’esigenza di mettere in scena testi originali che avessero un pregio culturale e fossero realmente stimolanti sia per gli esecutori, sia per i fruitori. Ecco allora la scelta di battezzare la prima produzione teatrale con l’opera di un autore decisamente noto in America, anche attraverso il suo teatro, ma teatralmente poco conosciuto in Italia. Nell’associazione convergono un certo numero di attori, provenienti da diverse esperienze professionali (teatro, cinema, televisione), registi e scrittori.
Presidente Eleonora Pippo, Vice Presidente Alessia Bellotto.


Alessia Bellotto
Attrice diplomata alla Scuola del Teatro Stabile di Torino. Ha lavorato con Mauro Avogadro, Fausto Paravidino, Hervé Ducroux, Paolo Buglioni e Carmelo Rifici.
Oltre al teatro Alessia Bellotto ha lavorato per radio rai e per il cinema: l’ultima esperienza film Texas, regia di F. Paravidino.


Eleonora Pippo
Attrice diplomata alla Scuola del Teatro Stabile di Torino. Ha lavorato con Giancarlo Cobelli, Franco Branciaroli, Claudio Longhi, Elio De Capitani, Lorenzo Loris, Carmelo Rifici e Tim Stark.
Ha diretto Yumiura di Y. Kawabata, Cinque donne con lo stesso vestito di A. Ball e Itagliani! di A. Cilento.

eleonora pippo
Associazione CALIBRO2

“Cinque donne con lo stesso vestito”
di Alan Ball

con Alessia Bellotto, Annalisa Cordone, Cristina Pellegrino, Cristina Odasso, Eleonora Pippo, Paolo Civati
scenografia e costumi Loredana Paglioni
suono a cura di Antonio Giannantonio

regia Eleonora PIPPO

A casa della sposa, a Knoxville (Tennessee), durante il pomposo ricevimento di matrimonio, cinque damigelle che indossano lo stesso abito si nascondono in una camera al piano di sopra, ognuna con il proprio motivo per disertare la festa. Sono Frances, una ragazza confortata solo dal suo rigido fondamentalismo religioso; Mindy, l’allegra lesbica del gruppo; Georgeanne, un cuore spezzato per il fallimento del suo matrimonio; Meredith, la sorella minore della sposa; e Trisha, il cui animo sentimentalmente disilluso e cinico verso l’amore viene messo a dura prova dall’incontro di Tripp, un affascinante bad-boy e usciere del ricevimento. Con il trascorrere del pomeriggio, queste cinque donne si confessano, litigano, piangono, scoprendo così di avere un legame comune in questa bizzarra, divertente, irriverente e commovente celebrazione dello spirito femminile.
Noto drammaturgo, autore cinematografico e televisivo, Alan Ball è conosciuto in Italia per il film American Beauty, di cui ha scritto la sceneggiatura vincitrice del premio Oscar e per la fortunata serie TV Six Feet Under, della quale è stato ideatore e produttore.