N.T.N. Nuovo Teatro Nuovo - Teatro Stabile di Innovazione

METTITEVE A FÀ L'AMMORE CU ‘MME!

di
Eduardo Scarpetta

con
Arturo Cirillo, Michelangelo Dalisi. Giovanni Ludeno
Monica Piseddu, Antonella Romano


scene: Massimo Bellando Randone

costumi: Daniela Salernitano

musiche: Francesco De Melis

progetto: Monica Nappo Arturo Cirillo

regia
Arturo Cirillo

Entrare con il proprio corpo, e forse anche con un senso di estraneità, nella tradizione del teatro napoletano. Lazzi, giochi, frizzi e parole che riempiono la bocca e le orecchie, di suoni arcaici, ridondanti, che a volte sfiorano quasi l'assurdo. Parlare d'amore con leggerezza e semplicità, come se fosse qualcosa di sano, o perlomeno sanabile. Un amore ancora infantile e d'altri tempi, gretto e ironico, un atto naturale e quasi animale racchiuso nei codici della piccola borghesia dell'ottocento.

Gli ingredienti:
un testo giovanile di Eduardo Scarpetta, dall'andamento quasi mozartiano, lieve e infantile, un carillon.
una compagnia non rigorosamente napoletana, anzi felicemente spuria, variegata ma si spera non discordante.
una scena mobile, a metà tra il carretto dei comici e le carrozzelle dei bambini.
costumi imbastiti percorrendo il difficile solco della tradizione e il suo naturale tradimento.
un unico tema musicale per pianoforte, avvolte eseguito a tempo di tango altre volte a tempo di valzer, più volte ritornante come la Sonata di Vinteuil di proustiana memoria.
un linguaggio all'epoca definito "tra il barbaro, l'ibrido e l'ostrogoto" , e che oggi forse può essere solo citato.

Primo movimento:
uno sguardo da lontano, senza voler andare a cercare ciò che ormai non sarà più, ma sperimentando cosa ancora potrebbe essere, senza paura di poterci ritrovare nel vuoto e nel non-senso.
scopriremmo magari che dietro una maschera ce n'è un' altra, e poi un' altra ancora...
o magari scopriremmo tutt'altro.
Arturo Cirillo


Hanno detto di Mettiteve a fa l’ammore cu’ mme

(…) Lo stesso spirito anima il gustoso allestimento di un lavoro giovanile dell’autore, Mettiteve a fa l’ammore cu me!, attualmente in giro per l’Italia con la geniale regia di Arturo Cirillo, interprete di un forsennato Felice Sciosciammocca accanto ai giovani e bravissimi Giovanni Ludeno, Michelangelo Dalisi, Monica Piseddu, alle prese con la storia di due coppie che uno zio vorrebbe accoppiare in modo opposto dai loro desideri. Non tutti napoletani, assaporando quella lingua antica tra le mobili scene dipinte disposte da Massimo Bellando Randone su ruote, come il piano finto che non smette di strimpellare lo stesso motivo da carillon, i cinque pupazzi si rincorrono meccanicamente in una lunga marcia sul posto, come catturati da un filo muto, inventando un assurdo balletto: e la trama d’occasione si trasfigura in un fresco esaltante divertimento che sembra rinascere lì per lì.
Franco Quadri, La Repubblica

Questa sera, …, Arturo Cirillo propone “Mettiteve a fa l’ammore cu’ mme” , una farsa di Scarpetta nell’interpretazione di un gruppo di artisti tra i più originali e maturi dell’ultima generazione .
Alfonso Cipolla, La Repubblica

Al Nuovo Arturo Cirillo mette in scena con mano fatata "Mettiteve a fa l'ammore cu me", divertimento elegante e rapido, magico saluto di  fine stagione, che fa venir voglia di rimanere a teatro ancora un poco. Che in tempo di sciatte offerte primaverili non è poco. (...) Tanto è stilizzata la messa in scena di Cirillo, asseconadata magnificamente dagli attori: lo stesso, bravissimo, Cirillo, uno strepitoso Giovanni Ludeno, Monica Piseddu tutta fremiti e tormeni, Michelangelo Dalisi che sembra balzato fuori da uno Struwwelpeter casalingo e bonario. (...) Divertimento da non perdere, repliche fino a domenica 19.
Giulio Baffi, la Repubblica

Ottimo allestimento al Nuovo. (…) "Mettiteve a fa l'ammore cu me" di Eduardo Scarpetta è un puro meccanismo comico e un meccanismo comico puro. E voglio dire che, mentre non si pone altro obiettivo che la comicità, nello stesso tempo della comicità distilla addirittura la quintessenza. (...) Ebbene , l'allestimento di "Mettiteve a fa l'ammore cu me" che la N.T.N. presenta al Nuovo per la regia di Arturo Cirillo illustra e potenzia tutto questo come meglio non si potrebbe: e per giunta , facendo una buona volta giustizia dell'insulso (e oramai insopportabile) naturalismo che da decenni distingue lo stillicidio scarpettiano nei teatri della "rinascente" Neapoli. (...) Ed eccellenti, s'intende, sono gli attori: dallo stesso Cirillo, che fa di Felice uno Charlot trasportato di peso al san Carlino , da un incredibile Giovanni Ludeno (Alberto) ai non meno efficaci Michelangelo Dalisi (Don Gennaro)  e Monica Piseddu (Giulietta). Successo travolgente alla "Prima." 
Enrico Fiore, il Mattino

Insomma, oggi è assurdo (...) riproporre il teatro di Scarpetta in termini naturalistici: poiché, s’intende, la società e l’ideologia di cui sopra risultano, fortunatamente, da gran tempo tramontate - assai meglio imboccare la strada che, per esempio, ci hanno indicato Monica Nappo e Arturo Cirillo con l’allestimento di Mettiteve a fa l’ammore cu me!: quella di considerare le commedie del padre dei De Filippo come un puro meccanismo, in quanto tale suscettibile d’essere spinto – e con effetti comici davvero non inferiori – sino al limite del surreale.
Enrico Fiore, il Mattino

Cirillo trasforma la farsa di Scarpetta in un balletto meccanico di entrate e uscite, scandito dal tema musicale di Francesco De Melis; fa dei personaggi altrettante marionette che si dannano per un nonnulla. Matrimoni per amore , matrimoni per forza . Senza neppure un concreto ostacolo da superare , se non le proprie ripicche . Ma il pianoforte vistosamente falso , come il gesto ampio di chi dovrebbe suonarlo, dice la distanza da cui si volge a quella borghesia di inevitabile , spontanea comicità .
Gianni Manzella, il Manifesto
 
Big Torino, seconda edizione della Biennale giovani, ha proposto una succosa rarità. Ha offerto il palcoscenico del Gobetti a una compagnia che, prodotta dal Teatro Nuovo di Napoli, ha estratto dal silenzio la farsa in un atto di Eduardo Scarpetta "Mettiteve a fa l'ammore cu me" (...) e in effetti il regista Arturo Cirillo non si è sottratto alla sfida, è riuscito a rinfrescare il clima di quella lontana tradizione con la stilizzazione ironica affidata ai costumi di Daniela Salernitano, alle scene di Massimo Bellando Randone deliziosamente dipinti, e alle pose, ai tic, ai birignao di una compagnia che recita, e anche bene, ma soprattutto cita. Oltre che allo stesso regista, ne fanno parte Michelangelo Dalisi, Giovanni Ludeno, Monica Piseddu. Applausi meritati.
Osvaldo Guerrieri, la Stampa

Uscito dalla squadra di Carlo Cecchi , il giovane Cirillo sembra compiere una traiettoria simile a quella del suo maestro . (…) Intrecci non casuali, con un chiaro bisogno di indagare su una scrittura tenuta nei confini ristretti del teatro dialettale , per andarvi a trovare cose diverse, sorprendenti e ancora nuove.
Antonio Audino, Il Sole 24 Ore 

<<Vede … - aggiunge Cirillo – ho scelto un testo giovanile e “vergine” di Scarpetta , proprio per avere la libertà di trasformarlo e , spero , di arricchirlo senza negare del tutto la tradizione . Il nostro sarà uno Scarpetta astratto ma popolare , senz’altro comico , che ho voluto riportare un po’ al mondo di Petito , proprio perché avevo a che fare con un testo giovanile e “petitiano”>>.
Intervista ad Arturo Cirillo di Luciano Giannino, Il Mattino

Preceduto dai positivi riscontri di Torino e dell’hinterland campano, la riedizione del giovanile testo di Eduardo Scarpetta , messo in scena da Arturo Cirillo per la produzione N.T.N. , ha confermato di essere spettacolo di frontiera , al confine fra incombente tradizione “scarpettiana” e rilettura di schietto sapore sperimentalista . Cirillo affonda le mani nel testo , preservandolo integralmente dagli aggiornamenti lessicali del dialetto odierno e questo è il primo dato straniante rispetto alle messe in scena succedutesi dal dopoguerra ad oggi . Poi enfatizza il movimento fisico dei cinque protagonisti , trasformandoli in marionette senza fili , che ricordano gesti e cadenze degli attori del cinema muto . Infine , pur rispettando Daniela Salernitano una tipologia costumistica di fine ‘800 , affida a Massimo Bellando Randone un disegno scenico essenziale , legato a cinque pannelli montati su ruote , dipinti surrealisticamente a tinte pastello con pochi essenziali oggetti di scena .
Stefano De Stefano, Corriere Del Mezzogiorno

Cari amici lettori di Roma e dintorni, pensiamo sappiate come il vostro affezionato e ormai vecchio cronista di quanto avviene sulle ribalta di prosa non sia uso a prodigarsi in lodi sperticate delle cose viste, anche quando queste non siano meritevoli. Nè a sollecitare il gentile pubblico perché si rechi d’urgenza nell’una o nell’altra sala. Ma qualche eccezione è lecita e possibile. Dunque ci sentiamo di raccomandare caldamente lo spettacolo che si da qui al Piccolo Eliseo: Mettiteve a fa l’ammore cu me! di Eduardo Scarpetta , proposto dalla compagnia facente capo al Nuovo Teatro Nuovo di Napoli. (...) Una prova d’insieme che la platea della “prima” romana ha mostrato di apprezzare senza riserve, salutando con nutriti, lunghi applausi gli artefici della bella serata.
Aggeo Savioli, l’Unità

In questo spettacolo – un’altra felice produzione N.T.N. Nuovo Teatro Nuovo – si ironizza sulla persistente condizione del quotidiano di quei personaggi che traducono la napoletanità come modo di essere storicamente incardinato e graniticamente irremovibile: per questo essi sono quasi condannati ad avere movenze marionettistiche e meccanicamente cadenzate.
Francesco Urbano, il Roma

Un’ora circa di divertissement secondo le vecchie regole, grazie ad un lavoro del quale Arturo Cirillo, che ne cura anche la regia, ha intuito l’efficacia mettendo in cena una pièce dai ritmi scoppiettanti, senza fare il verso alla scarpettiana, ma spingendo sulla surrealtà di certe trovate comiche dell’autore . Belle le musiche originali di Francesco De Melis le cui sonorità “da carillon” accompagnano lo spettatore ben oltre la rappresentazione.
Daniela Bolognetti, City Napoli

Ieri, al Teatro Nuovo, la prima di “Mettiteve a fa l’ammore cu me” di Eduarda Scarpetta. E’ nell’abilità dell’artista riuscire a trasformare il clichè della tradizione in un abile ed efficace meccanismo scenico. Ci riesce perfettamente Arturo Cirillo, che, oltre al personaggio di don Felice, ha firmato l’originale impianto registico. (...) Quindi proprio dal gioco mirato e denso del corpo, trascurato spesso dalla tradizione del teatro napoletano, parte quella rivitalizzazione intelligente del passato (...).
Ada Galli, il Denaro

Anche Cirillo, ultimo rampollo della scuola di Carlo Cecchi e Alfonso Santagata, geniali miscelatori di farse napoletane e ricerca d’autore, riprendendo e rilanciando il canovaccio di Scarpetta oltre la soglia del nuovo Millennio, con questo spettacolo prodotto dal teatro Nuovo (come dire la miglior cantina d’avanguardia napoletana a denominazione d’origine controllata) azzera qualsiasi ipoteca naturalistica e trasforma l’intreccio esile e ferreo di un duplice matrimonio combinato e scombinato a tempo di musica (partiture scelte da Francesco de Melis) e ambientato dallo scenografo Massimo Bellando Randone tra quinte di cartone e fondalini dipinti, in una coreografia di entrate e uscite, passerelle sghembe, balletti meccanici che ogni tanto s’inceppavano, vanno in tilt, omaggi al mondo scomparso delle macchiette da caffè concerto e dei “pazzarielli”.
Nico Garrone, Estate a Radicondoli

Il napoletano Cirillo è un alchimista della tradizione . Manipola i materiali più vili e triti della farsa (questo soggetto porta la firma di Eduardo Scarpetta , ma si capisce che è la generica grana ottocentesca ) e li trasforma in nobili prodotti contemporanei . Qualcosa di molto simile all’archeologia industriale , che ristruttura e celebra il passato del lavoro , mettendolo sotto vetro . Lo scombinato intreccio di quattro giovani innamorati , male assortiti in doppia coppia , un po’ alla Bauhaus o alla Depero . La psicologia ha l’articolazione rigida del pupazzo . Si capisce che il neo-futurismo che Cirillo applica a Scarpetta è l’unica maniera per recuperarlo al presente . Le musiche (di Francesco De Melis) e le scene (di Massimo Bellando Randone) sono perfettamente adeguate all’impresa : divertente ed appena appena derisoria .
Roberto Canziani, HYPERLINK "http://www.Tuttoteatro.com" www.Tuttoteatro.com


Che il Teatro Nuovo di Napoli stia facendo passi da gigante era un dato acquisito ormai da qualche anno: coraggiose scelte produttive, felice programmazione, attenzione al pubblico hanno fatto di questo centro teatrale dei Quartieri spagnoli un punto di riferimento della italica scena. E proprio dal Teatro Nuovo viene lo spettacolo che ha suscitato calorose accoglienze al Piccolo Eliseo di Roma. Mettiteve a fa l'ammore cu me! che il regista e attore Arturo Cirillo ha sfoderato dal vasto repertorio di Eduardo Scarpetta. (...)La tradizione napoletana viene passata al vaglio mejercholdiano: la gestualità si esaspera, le quinte mobili e instabili procurano più di una gag «all'improvviso», e, svicolando dalla presunta semplicità, l'insieme rimanda ad un espressionismo molto vicino al grottesco. Il sovraccarico, qui, è da corto-circuito: una febbre contagiosa, una spirale vorticosa, una macchina che precipita senza freni, in un «teatrino» dove agiscono supermarionette o guarratelle molto sfacciate... Ed è interessante vedere come questa iper-concettualizzazione (che avrebbe potuto falsare l'impianto comico, raggelandolo) in realtà risulti assolutamente calzante: la gestualità meccanica di ogni singolo attore, lo scrupoloso lavoro sul linguaggio fanno dei personaggi di questa commedia altrettante maschere pronte a una nuova vita, superando lo spauracchio della tradizione e la banale citazione del passato.
Andrea Porcheddu, HYPERLINK "http://www.delteatro.it" www.delteatro.it

Pubblico soddisfatto per “Mettiteve a fa l’ammore cu me!” in scena al Teatro Nuovo. Piace lo Scarpetta di Arturo Cirillo.
Ettore Maria Ghionni, la Verità di Napoli

(…) il delizioso Mettiteve a fa l’ammore cu’ mme, geniale, piccolo, autentico capolavoro
Hystrio

(…) una farsa giovanile di Eduardo Scarpetta Mettiteve a fa l’ammore cu’ mme, diretta e e interpretata , con una brillantissima compagnia del Nuovo Teatro Nuovo, da Arturo Cirillo (…)
Nico Garrone, la Repubblica

Con un ottimo curriculum di attore alle spalle, ha sbaragliato il botteghino del teatro Eliseo a Roma, con questo delizioso spettacolo che quest’anno è in tournèe in Italia con grande successo.
Gaetano Fiacconi, il Corriere del Trasimeno

A leggere le critiche, tutte egualmente entusistiche, è lo spettcaolo rivelazione della stagione. (…) Uscito dalla squadra di Carlo Cecchi il giovane Cirillo indaga con occhio e orecchio sensibile (quanto allertato) sui meccanismi della farsa e sui confini del teatro dialettale per scoprirvi fra le pieghe cose diverse e altri echi, a volte davvero sorprendenti.
(g.r.), il Tirreno

Insomma roba da canovaccio da farsaccia popolare trasformato in un gioiellino del ritmo e della leggerezza, con gli attori che si muovono come delle supermarionette.
Simone Maggiorelli, La Nazione

Spettacolo scoppietante, tutto da vedere. Rivelazione della stagione avara di soprprese. (…) I meccanismi della farsa e i confini del teatro dialettale messi a nudo e ritrovati in echi davvero sorprendenti.
Il Manifesto

Uno da tenere d’occhio, Arturo Cirillo, giovane regista e attore napoletano, in arrivo con uno dei suoi spettacoli più riusciti, applauditissimo da pubblico e critica, Mettiteve a fa l’ammore cu’ mme, di Eduardo Scarpetta, che lo vede in scene assieme ad un bel gruppo d’attori.
Sara Chiappori, la Repubblica

Successo dell’opera di Scarpetta rimessa in auge da Arturo Cirillo (…) operina deliziosa assai applaudita dal pubblico romano.
Karen Aquino, Rinascita

Uno sviluppo (…) che si appoggia felicemente su una recitazione molto convincente da parte di tutto un quartetto di attori che con abilità riesce a tessere una tela di pura invenzione.
Maria Iannuzzi, Primafila

Mettiteve a fa l’ammore cu’ mme prova la vitalità del teatro napoletano
Carlo Maria Pensa, Famiglia Cristiana

(…) Arturo Cirillo che, dalla non scuola di Carlo Cecchi, si è saputo imporre a livello nazionale per le sue capacità attoriali e poi come regista.
Carla Romana Antonioli, Time Out

Operazione raffinata ma anche ottima lezione sui famosi tempi comici di una grande scuola, che non finirà mai di insegnarci quanto debba essere perfetto il teatro per comunicare dimostrando le possibilità e l’inimitabile fascino dello spettacolo teatrale dove al respiro fisico dell’attore è sospeso il tempo. Tutto dipende dalla bravura e dalla sensibilità degli interpreti che in questo caso è fuori di dubbio.
Sarina Aletta, Italia Sera

Uno spettacolo agile e ben fatto che si segue con gusto e che fa ben sperare per il nuovo corso del Piccolo Eliseo (…) una rarità di deliziosa compiutezza che mette in scena all’insegna di una stilizzazione garbata e scintillante il quasi dimenticato Mettiteve a fa l’ammore cu’ mme di Eduardo Scarpetta.
Antonella Melilli, il Tempo

Una compagnia giovane a affiatata per un testo giovanile di Eduardo Scarpetta e l’effervescenza dello spettacolo è assicurata.
Stefania Maraucci, Hystrio

Arturo Cirillo (…) e lo strepitoso cast che lo affianca sanno svecchiare il testo restituendogli una freschezza, una leggerezza, una felicità di invenzione e interpretazione davvero lodevoli.
Laura Novelli, il Giornale

(…) una trama banale che però, imbastita con intelligenza e con formidabile capacità comica, è riuscita a diventare una splendida farsa surreale scandita sui moviemnti quasi ciclici dei cinque bravi interpreti trasfigurati in pupi-androidi, custodi tormentati delle primordiali pulsioni umane e della pù genuina fragilità. (..) Cinque straordinari interpreti per uno spettacolo da non perdere.
Christain Chiaruzzi, il Giornale di Sicilia

Molti gli applausi e le chiamate da parte di un pubblico, quello genovese, che per quanto privo di familiarità con il linguaggio di Scarpetta, è apparso dalle astratte volute di Cirillo – fortemente debitrici della linea Mejerchol’d – tutt’altro che spiazzato.
Yuri Brunello, Sipario

Arturo Cirillo, uno degli esponenti più interessanti di una Napoli teatrale sempre molto viva, prende un testo giovanile di Edoardo Scarpetta Mettiteve a fa l’ammore cu’ mme, un vaudeville pervaso da un ritmo di ballo di San Vito, popolato da macchiette, quali la celeberrima dello sciocco Felice Sciosciammocca, e ne propone una messinscena divertente quanto intelligente. (…) Uno spettacolo che è una felice, spumeggiante invenzione.
Magda Poli, il Corriere della Sera

Cirillo riesce abilmente a guidarci dentro al teatro di Scarpetta tenendoci per mano e mostrandone tutti gli aspetti più divertenti e coinvolgenti, aiutato nel compito da un cast di attori ottimamente assortito.
Ross Di gioia, MOMENTO SERA