La fonte più antica dalla quale abbiamo attinto le notizie per la stesura di questo breve contributo è il manoscritto Annali della nobile ed antica Terra dAsinalonga in Toscana dallanno 1257 al 1770 scritti dallInfiammato Accademico Smantellato lanno 17551. Si tratta di unopera che ripercorre la storia di Sinalunga, attraverso documenti ed ipotesi, fino alla metà del Settecento, per poi trasformarsi in una sorta di diario, sul quale vengono appuntate le notizie più importanti della comunità, per i successivi ventanni.
Il contesto culturale in cui si colloca il manoscritto dellInfiammato è quello tipico delle accademie, che a partire dal xv secolo sorgono come aggregazioni, cenacoli di dotti amici, che praticano un sapere enciclopedico in modo libero, ricalcato sul modello delle comunità di pensiero dellantichità. Il termine accademia è infatti di origine greca e fu usato per la prima volta per definire la Scuola filosofica di Platone che si riuniva nei giardini di Accademo.
Nei due secoli successivi le accademie letterarie si diffusero in modo ampio sia nei grandi centri che nelle realtà di provincia.
Una delle esperienze più significative in ambito letterario fu quella dellAccademia dellArcadia, fondata a Roma verso la fine del 600, che rappresentava il modello culturale dellideale classico (lArcadia era una regione della Grecia classica), del ritorno allantico, attraverso gli studi di filologia e retorica. Molte delle accademie di provincia si rifacevano a questi esempi di alto livello ed anche quella sorta a Sinalunga non faceva eccezione.
Un elemento caratteristico e tipico dei cenacoli accademici era quello di dare agli appartenenti allassociazione il cosiddetto nome arcadico, ossia un soprannome, spesso strano e particolare. I documenti non ci dicono se gli appellativi, talvolta burleschi, talvolta rispecchianti lindole del personaggio, fossero una libera scelta di ognuno o se invece derivavano da unimposizione degli accademici più anziani.
Tornando ora agli Annali risulta più agevole capire che «lInfiammato accademico smantellato» altri non era che un membro dellAccademia degli Smantellati che usò il suo nome arcadico per scrivere gli Annali della sua Terra.
In tutto il voluminoso manoscritto soltanto alla data 1750, quando lautore riporta lelenco degli accademici, è possibile avvicinare lo pseudonimo al nome vero. Si tratta di Mariano Cinelli, del quale lInfiammato ci aveva perfino informato della sua nascita e del battesimo:
«A dì 16. Maggio 1728. dal Matrimonio del Signor Agostino di Mariano, di Fausto, di Dario, di Carlo Cinelli, con la Signora Maria Maddalena di Guarniero, del D.re Livio, del D.re Francesco Guarnieri dArcidosso Jugali nella Cura dellInsigne Collegiata dAsinalonga a ore otto nacque Mariano Giuseppe Maria Cinelli; fù Battezzato in detta Insigne Collegiata dal R.do Signor Don Gio: Domenico Andrei Cappellano, e fù suo Compare il Signor Giovanni Tommaso del D.re Filandro Feci dAsinalonga»2.
LInfiammato citerà ancora Mariano Cinelli ma sempre in modo assolutamente distaccato.
Da Mariano Cinelli, o comunque sia dallInfiammato, apprendiamo la prima notizia riguardante la nostra ricerca:
«In questanno 1673. fù eretta nella Terra dAsinalonga la nuova Accademia dei Concordi quale inalberò per impresa una Rocca senza Mura con il motto Reddit Concordia Tutos per Luogo di Loro adunanza presero le stanze vecchie della Compagnia di Santa Croce erigendovi un Pubblico Teatro.
I primi Accademici Furno:
D.re Luzio Enea Naldini, D.re Lodovico Venturelli, Francesco Bernardini, Sebastiano Mignarvi, Alfiere Domenico Feci, Orazio Gagnoni, Giuseppe Lomeri, Pavolo di Mariano Terrosi, D.re Bartolommeo Serpetri, Giovanni Gagliardi, Pavolo di Pietro Terrosi, Domenico Feci»3.
Più o meno negli stessi anni in cui il Cinelli scriveva gli Annali, anche il Pecci riporta la notizia della nascita di unaccademia a Sinalunga, sia pure in un conteso più generale4. Tra il Cinelli ed il Pecci è documentato un rapporto epistolare decennale che inizia negli anni della rifondazione dellAccademia sinalunghese probabilmente per interesse del primo; tanto è vero che lerudito senese si avvalse del chiancianese Luigi Antonio Paolozzi per le ricerche in loco perché il Cinelli non sapeva leggere «i caratteri antichi»5. A parte ciò è molto probabile che la fonte della notizia della fondazione dellAccademia dei Concordi fosse la stessa visto che, come leggiamo sugli Annali, «la poca cura dei Libri dellAccademia cha resi privi» di memorie antiche.
Invece, sicuramente dallInfiammato attinge lo storico ed accademico sinalunghese Luigi Agnolucci6 il quale, nella sua Raccolta di Notizie sul Comune di Sinalunga, riporta della fondazione, ma aggiunge una sua interpretazione non molto chiara, tanto che la frase del Cinelli «...per Luogo di Loro adunanza presero le stanze vecchie della Compagnia di Santa Croce erigendovi un Pubblico Teatro», diventa per lAgnolucci nella sua Raccolta di notizie...7 «...presero in affitto i locali della Compagnia di S. Croce, dove costruirono un pubblico teatro, che doveva essere piccolo, vuol dire che i locali li avranno comprati»; e nelle Cartoline di approfondimento8 «...Sig.ri Accademici Smantellati, che comprato il locale, che prima serviva alla Compagnia di Santa Croce, la quale trasferitasi nella Antica Parrocchia dopo la costruzione della Collegiata; essi accademici vi avevano un piccolo teatro»9.
Prescindendo da queste puntualizzazioni, che comunque si riferiscono tutte ad un medesimo documento, orale o scritto che fosse, non si hanno notizie certe sullattività dellassociazione se non che nel 1685 lAccademia dei Concordi ottenne la protezione di Francesco Maria de Medici10.
Il Cinelli, accademico convinto, dedica un ampio spazio nei suoi Annali allAccademia sinalunghese motivandone la fondazione e gli obiettivi:
«la Terra dAsinalonga [...]ha in ogni tempo, ed in ogni Professione prodotto sia nelle Scienze, che nella Milizia, Uomini Eccellenti, non doveva rimaner priva duna Accademia, che dallaltre Terre meno culte la distinguesse [e dovendo servire]per esercizio della Virtuosa Gioventù».
LAccademia svolse egregiamente i suoi compiti almeno fino «allanno 1694 nel quale tempo moltiplicando le disgrazie nel Popolo dAsinalonga per le continue Influenze, ed altri calamitosi accidenti fù alquanto abbandonata benché sempre si sia conservato il nome di Pubblica Accademia»11.
Successivamente a tale data lAccademia dei Concordi non deve aver attraversato momenti felici se nel 1750 il solito Cinelli ci dà notizia della sua riapertura con il nuovo nome di Accademia degli Smantellati12. È a questa data che negli Annali il Cinelli si sofferma sulla storia dellAccademia.
«Piacemi in ultimo del medesimo mese raccontare quelle cose più cospicue, e che meritano essere eternate con registrarle nei Pubblici Libri per onore della medesima Accademia, e dellistessa Terra dAsinalonga».
Ed è in questo ambito, e sicuramente per lo stesso motivo, che trascrive lelenco completo, a partire dai primi accademici fino a quelli della ricostituzione, indicando nome, cognome, nome arcadico e titoli di merito:
«D.re Angelo Vincenzo Sonnati di Fojano detto Il Riservato
D.re Bartolommeo Serpetri detto LEffemminato
Camillo Savelli detto LAvanzato
Domenico Domenici detto Il Volenteroso
D.re Giacomo Maria Cenni Il Capriccioso (il quale compose La vita di Mecenate Stampato in Roma lanno 1684.)
LArcidiacono Francesco Domenici detto LIncorriggibile
D.re Francesco Feci Naldini detto Il Serotina
D.re Filandro Feci detto Il Rimpettito
D.re Pietro Pagni detto LIntrattabile
D.re Don Giuseppe Grazi Canonico detto Il Solitario
Giovani Maria Raffaelli da Cetona detto Il Sostenuto
D.re Lodovico Venturelli detto LIncostante
D.re Luzio Enea Naldini detto LAllontanato
Orazio Gagnoni detto Il Risvegliato
La poca cura dei Libri dellAccademia cha resi privi daltre Memorie Antiche, ma la Gioventù dAsinalonga, volle seguitare lesempio dellAntichi, e lanno 1750. sadunarno per riaprire la quasi abbandonata Accademia, ed in poco tempo si formò un congresso di Erudite Persone, e furno il:
D.re Andrea Gagliardi detto Il Mansueto
Zaverio Bernadini detto Il Vigilante
Francesco Feci detto Il Pensieroso
D.re Andrea Grazi detto Il Docile
D.re Niccolò Gagliardi detto Il Manieroso
D.re Salustio Terrosi detto LEconomico
D.re Antonio Aggravi detto Il Lepido
D.re Brunone Marchi detto Lo Slungato
D.re Giacomo Pagliai da Siena detto LAssente
D.re Angiolo Cenni detto LAcuto
Francesco Gori Pannilini Nobile Sanese detto Il Risvegliato
Giovanni Battista Orlandini detto Il Voglioso
Giuseppe Pieri Nobile Sanese detto Il Concettoso
Filippo Pieri Nobile Sanese detto LAdusto
Mariano Cinelli detto LInfiammato
Giovan Tommaso Feci detto Il Pacifico
Giuseppe Belli da Cortona Virtuoso di Camera di Sua Maestà il Re di Pollonia, ed Elettore di Sassonia detto LAmabile
D.re Ottavio Feci detto LAstuto
Can.co Angelo Ghezzi detto Il Solitario
Can.co Niccolò Mari detto Il Riservato
Can.co Vincenzo Agnolucci da Scrofiano detto Il Crogio
D.re Giovanni Battista Serpetri detto Il Geniale
Ser Pio Benocci detto LIncostante
Ser Antonio Ghezzi detto Il Solitario
Abbate Carlo Marini di Firenze detto Il Disprezzante
Abbate Giuseppe Feroci Maestro di Cappella di Castiglion Fiorentino detto Il Capriccioso
Abbate Cristofano Furlini detto Il Volubile
ed altri molti che fino al numero di quaranta presentemente si leggono nei Libri»13.
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| testi e foto da:
Quaderni Sinalunghesi, Anno XIII, nº 1, aprile 2002
Il Teatro Ciro Pinsuti: le origini ed il restauro
Testi: Loris Barneschi, Antonio Balsimelli, Guido Gori, Ariano Guastaldi, Lucia Mazzetti, Claudia Messina, Claudio Messina, Gianni Miglietta, Marcello Pasquini
Fotografie: Andrea Fuccelli, Ariano Guastaldi
© 2002 Edizioni Luì - Chiusi (Siena)
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